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Domanda e offerta, livelli giornalieri, pivot

Tre strumenti che completano i livelli normali: le zone da cui il prezzo è uscito con forza, il massimo e il minimo di ieri e i livelli pivot calcolati. Ecco come segnarli e perché il prezzo ci reagisce.

Indice
  1. Zone di domanda e offerta
  2. Massimo e minimo giornalieri
  3. Pivot point
  4. Come usarli
  5. Errori comuni

In breve

Zona di domanda
Una base stretta dopo la quale il prezzo è schizzato in alto. Al ritorno, lì aspettano di nuovo i compratori.
Zona di offerta
Una base prima di un calo brusco. Al ritorno, lì aspettano i venditori.
Livelli giornalieri
Massimo e minimo di ieri: punti popolari per stop e reazioni.
Pivot
Livelli calcolati da massimo, minimo e chiusura del periodo precedente.

Zone di domanda e offerta

Quando il prezzo resta per un po' in una base stretta e poi se ne va con forza, nella base sono stati eseguiti ordini grandi e alcuni sono rimasti ineseguiti. Quando il prezzo torna nella zona, gli ordini rimasti scattano di nuovo.

Zone di domanda e offerta: la base prima di un movimento bruscodomandaofferta
La base prima di un rialzo brusco è una zona di domanda; prima di un calo brusco, una zona di offerta. Il prezzo reagisce al ritorno. Dati illustrativi.
  • Segna la base, non l'impulso. La zona sono le poche candele prima del movimento brusco, dal minimo al massimo della base.
  • Più è brusca l'uscita, più forte è la zona. Un'uscita lenta indica uno squilibrio debole.
  • Il primo ritorno è il più forte. Ogni test consuma ordini dalla zona.

Massimo e minimo giornalieri

Quasi tutti guardano il massimo e il minimo di ieri. Gli stop dei compratori si concentrano sotto il minimo, quelli dei venditori sopra il massimo. Per questo il prezzo spesso fa uno sweep di questi livelli e si gira, oppure li rompe e prosegue.

Massimo e minimo di ieri: i riferimenti di oggimassimo di ieriminimo di ieriierioggi
Oggi il prezzo ha fatto uno sweep del minimo di ieri e si è girato, poi ha raggiunto il massimo di ieri e lì ha reagito. Dati illustrativi.

Pivot point

Il pivot (PP) è la media di massimo, minimo e chiusura del giorno (o della settimana) precedente. Da esso, con delle formule, si ricavano le resistenze R1, R2 e i supporti S1, S2. Molte piattaforme e algoritmi li calcolano, quindi la reazione può essere evidente.

Il pivot e i livelli R1/S1, R2/S2R2R1PPS1S2
Prezzo sopra il pivot: i compratori hanno il vantaggio intraday; R1 e R2 fanno da target. Dati illustrativi.
  • PP = (massimo + minimo + chiusura) / 3.
  • R1 = 2 × PP − minimo, S1 = 2 × PP − massimo.
  • R2 = PP + (massimo − minimo), S2 = PP − (massimo − minimo).

Come usarli

01
Segna le zone sul TF superiore
Zone di domanda e offerta sul giornaliero e sul 4 ore.
02
Aggiungi gli estremi di ieri
Si aggiornano ogni giorno e danno riferimenti per il trading intraday.
03
Cerca la confluenza
Una zona di domanda sul minimo di ieri o su un pivot è più forte di un livello isolato.
04
Aspetta una reazione
Come per ogni livello: uno sweep e un ritorno, un pattern di candele, un picco di volume.

Un livello speculare, una zona di domanda, il minimo di ieri, un pivot: sono tutti modi diversi di trovare la stessa cosa, un punto in cui i partecipanti hanno lasciato ordini. Più metodi indicano lo stesso prezzo, più è probabile una reazione.

Errori comuni

Disegnare una zona su ogni base

Una zona conta solo se è seguita da un impulso brusco.

Aspettarsi un rimbalzo dopo diversi test

Ogni test porta via ordini. Il quinto test più spesso rompe la zona.

Operare sui pivot senza contesto

Un pivot è un riferimento. Senza struttura e senza una reazione del prezzo è solo una linea.

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I segnali hanno solo scopo informativo e non costituiscono consulenza finanziaria.

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